Una settimana a Kalkan

Lunedì 8 luglio 2013. In viaggio: giorno 131. In Turchia: giorno 20.

Tutti gli edifici di Kalkan sono nuovi e lussuosi: alberghi, pensioni, e un’infinità di villette con piscina da affittare ai turisti. Non ho idea di dove possano abitare gli autoctoni, ma secondo me molti sono pendolari di qualche paesino dei dintorni. L’aria è quella di un enorme villaggio turistico, frequentato quasi esclusivamente da inglesi britannici. Ci sono viuzze con negozi di souvenir, bar e ristoranti costosetti ovunque, e non mancano locali dedicati a trasmettere su grande schermo gli eventi sportivi di maggior interesse per gli inglesi (in questi giorni, tennis, calcio e Formula 1). La spiaggia di ciottoli, pur essendo piccolina – circa 400 metri di lunghezza – regala una mare davvero trasparente e pulito, azzurro chiaro dove si tocca, blu scuro più in là. Mi aspettavo che l’acqua fosse caldissima, un brodo, ma in realtà è piuttosto fredda; l’ideale per rinfrescarsi di tanto in tanto. Metà spiaggia è libera, l’altra metà è attrezzata, ma a prezzi davvero accessibili. Ad esempio, un ombrellone e una sdraio per l’intera giornata a 2 euro.

Il mio piano era di fare vita di spiaggia… ma non sono capace di stare fermo. Ho resistito poco più di mezza giornata e poi mi sono messo alla ricerca di cose da fare: escursioni, camminate, gite. Fortunatamente, la zona si presta molto e, appoggiandomi a UnlimitedHolidays, un’agenzia di viaggio locale che ho trovato efficiente e professionale, ho esplorato i dintorni. Di seguito, qualche breve nota su quel che ho fatto, tanto per non dimenticare.

Kapitaş Beach

Kapitaş Beach.

Il gestore dell’albergo mi ha consigliato molto caldamente di provare questa spiaggia che si trova allo sbocco di un profondissimo canyon. Spiaggia famosissima in zona, è molto frequentata e c’è un regolare servizio di autobus che tutto il giorno fa avanti e indietro dalla città. Ovviamente io mi sono mosso a piedi, sotto il sole, lungo l’autostrada. Sette chilometri all’andata, sette al ritorno. Una bella sudata, ma ne valeva la pena. Fino a non molto tempo fa era possibile risalire a piedi il canyon, ma recentemente è crollata una parte del sentiero. Non me la sono sentita di appendermi, fuori dalla vista di tutti, alle rocce friabili, con il rischio di fare un volo di una ventina di metri. Magari in futuro ripristineranno una via d’accesso più sicura.

La città sottomarina di Kekova

Un’antica città licia, importante centro commerciale, sulle sponde di un’isola. Molti secoli fa, un terribile terremoto che ha fatto sprofondare l’intera isola di 6 metri. Risultato, buona parte della città è finita sott’acqua. Bella gita in barca, con vista sulle rovine sommerse. Oltre all’aspetto culturale, la barca si è fermata anche in cinque splendide baie per consentire ai passeggeri di nuotare liberamente nelle acque cristalline, a contatto con le enormi tartarughe marine che abbondano da queste parti. Nonostante l’acqua profonda diversi metri, ho provato a nuotare anch’io, per la prima volta della mia vita dove non si tocca. Una certa soddisfazione, anche se non mi sono mai allontanato dalla scaletta della barca.

Il castello di Simena

Come in molti altri siti dell’antica Licia, la varie culture che si sono succedute nel corso dei secoli hanno tutte lasciato qualche traccia. Il castello è una fortificazione in cima a una collina che domina la città sommersa di Kekova e il complesso di isole che stanno tutt’intorno. Le fondamenta risalgono ai lici, poi ci sono pezzi romani, greci, bizantini, ottomani, turchi, fino ad arrivare ai cannoni puntati verso il mare (vedi foto). Appena fuori dalle mura, ecco l’immancabile necropoli, con i classici sarcofagi di epoca licia, caratterizzati da un tetto a forma di barca rovesciata, utilissima per navigare nell’oltretomba.

Necropoli di Simena.

Saklikent Canyon e tappeti

Il secondo canyon più lungo d’Europa – 18km – si può risalire a piedi, bagnandosi un po’, per circa un’oretta. Poi l’acqua diventa troppo alta e impetuosa e bisognerebbe arrampicare sulle pareti strapiombanti ed estremamente levigate del canyon. Ambiente spettacolare, fresco, anche se decisamente bagnato. Divertente salire le roccette, sempre investiti dal torrente che nei secoli ha scavato questo profondo taglio nella roccia.

Dopo il Saklikent, il tour prevede una visita presso una cooperativa che produce e commercializza tappeti (vedi foto). Ancora traumatizzato dall’esperienza del piatto di ceramica, quando il primo venditore mi ha approcciato chiedendomi quale fra i tappeti appena presentati mi piaceva di più, ho subito risposto: “Beh, sa, sono un tipo un po’ particolare. Odio i tappeti, non li posso vedere, mai e poi mai ne piazzerei uno a casa mia…“. A parte che la mia avversione per i tappeti è reale e ben nota a chi mi conosce bene, il tipo ha reagito in modo strano. Si è messo a ridere e, rilassato, ha iniziato a raccontarmi di quando vendeva tappeti alla base americana di Napoli (strano posto per vendere tappeti…). Bizzarro il suo rapporto con i napoletani, da un lato il disprezzo (un po’ razzista, espresso solo dopo aver appreso della mia provenienza dal profondo nord), dall’altro l’ammirazione per le contraddizioni e la creatività.

Tlos, la città di Pegasus

A Tlos, tombe di diverse epoche a confronto.

L’ennesimo insediamento dell’antica licia, con le solite stratificazioni di epoche successive. A quanto pare Tlos era un centro sportivo, con stadio, piscina, teatro, stalle, e l’immancabile necropoli (vedi foto). La guida ad un certo punto ci ha indicato qualcosa che aveva a che fare con Pagasus, il cavallo alato, ma non ho capito di che si trattasse: una statua, un sasso, una rovina? Boh.

Direi che per questo viaggio ormai ho visto rovine antiche a sufficienza…

Il futuro

Oggi e domani ancora a Kalkan. Oggi, se resisto, vita da spiaggia. Domani, gitarella a piedi con zaino leggero fino a Bezirgan, circa 10km per 1000m di dislivello, lungo il percorso della Via Licia.

Mercoledì, partenza per Antalya, ultima città del mio viaggio. Sabato 13 luglio si ritorna a casa…

 

4 thoughts on “Una settimana a Kalkan

  1. Ciao Michele, che dire: viene voglia di partire subito. A parte questo, buon proseguimento e buon rientro, e se hai ancora voglia di “muoverTi” ricordati che Bologna Ti aspetta, altrimenti verremo a trovarTi (e a sentire gli aneddoti più interessanti) a vivavoce. Un saluto.
    Luca
    p.s. peccato, un bel “tappeto” da tavola, da mettere sotto al Tuo nuovo piatto, ci sarebbe stato proprio bene 🙂

  2. Anche nel Salento il clima e’ simile alla Turchia : l’acqua e’ frizzante e si alternano momenti di grande caldo a venti freschi ed un po’ fastidiosi… La prossima settimana pero’ temo che ci ritroveremo entrambi al freddo, se hanno ragione le previsioni del tempo 🙁 Per intanto, ti auguro una buona conclusione della tua avventura turca e soprattutto del tuo giro del mondo… Io mi godo il relax dellle giornate in spiaggia ( ma come fa a non piacerti? 😉 ) Ciao, a presto…ci vediamo in quel di Trento 🙂

  3. Thanks for choosing our company and hope to see you again in Kalkan Kas for future holidays.
    Regards

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