Turista di giorno, in fuga di notte

Sabato 22 giugno 2013. In viaggio: giorno 115. In Turchia: giorno 4.

Ieri ho dedicato tutto il giorno alla preparazione del cammino. Ho scaricato mappe, percorsi, dettagli, informazioni. Ho studiato un po' di lingua turca sul frasario, ed è subito arrivata la sera.

Oggi invece ho fatto il turista puro. Mattina a visitare la Hagia Sophia, pranzo in locale tipico, pomeriggio sull'autobus scoperto in giro per la città, accompagnato dalle spiegazioni della guida. Confermo le impressioni iniziali sulla bellezza della città, da tutti i punti di vista: architettonico, naturale, antropologico, storico. Qui si respira la storia – quella vera, quella antica – con un'intensità che finora ho sentito solo a Roma. Impressionante.

Contrasto fra mosaico di Maria e gigantesco pannello calligrafico islamico.

Come al solito, evito di dilungarmi in spiegazioni da turista sulla città, limitandomi ad alcune fotografie centrate soprattutto su Hagia Sophia e i suoi famosi mosaici.

Qualche nota invece sul dopo cena. Già dal tardo pomeriggio ho notato che le proteste si sono spostate (o si sono allargate, non so) da piazza Taksim alla via Istiklal Caddesi, quella che percorro N volte al giorno, avanti e indietro dall'albergo. Ho inizialmente l'impressione che ci siano due diversi cortei, uno a favore e uno contrario al governo, ma non ne sono certo, difficile capire gli urli in turco, per di più coperti da una selva di fischi. Bella la naturalezza e i sorrisi dei manifestanti, che si muovono come se si trattasse di una festa pacifica, con canti e balli. Curiosi anche i venditori ambulanti di mascherine antigas e la folla equipaggiata con occhiali da sub, mascherina e collana di fiori in testa.

Dopo cena stavo tornando all'albergo quando, all'improvviso, tutta la folla che avevo davanti – centinaia e centinaia di persone – ha cominciato a correre alla disperata nella mia direzione. Sono rimasto interdetto: perché mai dovrei mettermi a correre anch'io se non so il motivo che ha scatenato il panico? Una commessa del negozio di intimo femminile ha risolto il dilemma. Mi ha fatto cenno di entrare e mettermi in salvo. Nel giro di pochi secondi sono entrate anche due ragazze e una famiglia con figli adolescenti. La mamma tremava tutta, sguardo terrorizzato e sorriso forzato a 32 denti, in evidente stato di shock. Ci siamo chiusi dentro, abbiamo sigillato le fessure della porta con dei foulard e abbiamo aspettato. La gente continuava a fuggire all'impazzata, poi ho capito il perché. Un enorme furgone bianco avanzava, spruzzando una sostanza bianca. Dietro, un drappello, nemmeno tanto numeroso – una cinquantina al massimo – di poliziotti in tenuta anti-sommossa. Procedevano piano e tranquilli. Dopo qualche minuto la situazione mi sembrava abbastanza sicura per uscire e pian pianino mi sono portato in albergo. Si sentiva ancora qualcosa di pungente nell'aria, soprattutto in fondo alla gola e sugli occhi, ma ormai l'effetto era scemato.

Domani partirò alla volta di Oludeniz, punto di partenza del cammino. Dormirò in un alberghetto (già prenotato), con l'idea di iniziare a camminare lunedì mattina. Non vedo l'ora di essere in mezzo alla natura.

Particolare del Deesis Mosaic.

Mosaico della presentazione, all'ingresso di Hagia Sophia.

Una strana moschea avvistata nel pomeriggio. Sembra appoggiarsi su un mucchio di macerie, accanto a edifici fatiscenti...

 

One thought on “Turista di giorno, in fuga di notte

  1. Buon Cammino Michele lungo la via Licia (se non ricordo male) e stai attento. A rileggerTi. Luca

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