Giorno 5, sabato 21 aprile, Santa Cilia – Artieda

Cominciamo subito con le presentazioni: altri amici immaginari, questa volta lungo la strada sterrata fra Santa Cilia e Puente la Reina de Jaca. Dietro una curva appaiono, a perdita d’occhio, innumerevoli omini di pietra, muta testimonianza del passaggio di generazioni di pellegrini. Nella foto se ne possono apprezzare solo una minuscola parte, in realtà sono diverse migliaia di omini. Ovviamente anch’io lascio un mio rappresentante, non molto spettacolare ma comunque in buona compagnia.

A differenza di quanto visto su entrambi i versanti dei Pirenei, direi che la sensazione di essere fuori stagione è scomparsa. Si vedono persone in giro, le strutture sono tutte aperte e ormai è facile trovare un bar o un ristorante in ogni paesino. Ad esempio, oggi mi sono fermato a Puente la Reina de Jaca, dove ho fatto la seconda colazione, ho aggiornato il blog e, già che c’ero, ho fatto anche il primo pranzo. Il secondo, a base di panino, tonno, pomodorini e formaggio di capra, lungo la strada durante l’unica rarissima parentesi di sole della giornata.

Anche oggi infatti pioggia, anche se in forma più delicata rispetto agli ultimi giorni. La tappa è stata più breve del solito e su terreno facile, solo 27km su strade di campagna. Come scritto sulla guida, la chiave della giornata è un tratto di 20km senza nulla in mezzo, niente paesi, servizi, ristoranti, acqua. Solo campi, campi, campi, fino a trovarsi così lontani da tutto da non udire alcun rumore, perfetto silenzio, nemmeno gli uccelli o gli insetti osano disturbare.

Una piacevole novità è che ho trovato lungo il percorso altri pellegrini! Durante la mia pausa internet-gastronomica, i compagni di ostello di Santa Cilia mi hanno superato e piano piano li raggiungerò tutti. E’ una sensazione nuova camminare in mezzo al nulla e vedere lontano lontano un puntino, che poi si trasforma in pellegrino, e poi in un volto noto. Per prima ritrovo Teoma, la signora brasiliana, riconoscibile per lo zaino assurdamente grande e pesante. Ieri era molto elegante e non aveva per niente l’aspetto di una pellegrina: ecco che tutto si spiega con l’innovativo concetto di zaino/guardaroba. Poi riprendo la signora tedesca che ho conosciuto in ostello solo questa mattina. Sembra molto affaticata e sofferente, ma da come mi risponde è evidente che vuole proseguire da sola e non ha bisogno di aiuto. Poco dopo raggiungo Maisie, la ragazza scozzese, in pausa pranzo dietro una curva. Un saluto e via, tanto già sappiamo che ci ritroveremo tutti a Artieda. Poco dopo supero una simpatica coppia tedesca, con molti cammini alle spalle. Entrambi over 70, hanno fatto come me il percorso in Francia, ma si sono lasciati spaventare dalla neve e hanno superato il passo in autobus. Questa sera saranno miei compagni di stanza e il marito ha il classico aspetto rubicondo del russatore professionista: speriamo bene…

Chissà se esiste il concetto di galateo del cammino per quel che riguarda gli incontri con qualcuno che già si conosce. Che si fa in fase di sorpasso? Saluto rapido e via? Domande di circostanza finché cala il silenzio e poi fuga imbarazzata? Rallentare e aspettare di essere invitati a ripartire? Tutto sommato, potrebbe essere l’ultima volta che vedo quella persona… Mah, credo proprio che dovrò improvvisare di volta in volta.

Non ricordo se ne ho già parlato ma, lungo il cammino, ci sono dei cippi segnaletici speciali che indicano, chilometro per chilometro, quanto manca a Santiago. Al Passo del Somport il primo di questa serie indicava 858km. Oggi ho superato la barriera degli 800km (vedi foto), evviva!

Concludo con un’immagine di Artieda, bellissimo paesino dall’aspetto antico arroccato in cima ad una collina. E’ la destinazione della tappa odierna e l’ostello è piuttosto affollato, quasi pieno, direi. Credo che d’ora in poi potrò dimenticare le strutture aperte solo per me e cominciare a condividere con tante persone tutti i servizi. Con un po’ di fortuna, sono arrivato in paese 5 minuti prima di un forte temporale. Purtroppo i miei compagni di viaggio non hanno avuto la stessa fortuna e sono arrivati decisamente molto bagnati. A quanto pare Taoma e Maisie erano insieme durante la tempesta ed è scattata la crisi di pianto. Ora si sono riprese e sono qui con me al bar del paese a bere qualche birra e a chiacchierare in inspagnolese (spagnolo parlato da inglese + portoghese). Fra poco cena del pellegrino e riposo tattico: domani e, soprattutto, dopodomani, saranno giornate impegnative.

4 thoughts on “Giorno 5, sabato 21 aprile, Santa Cilia – Artieda

  1. Galateo del cammino ^_^ …. me lo chiedo anch’io quando durante un’escursione mi capita di riacciuffare qualcuno già incontrato precedentemente. Di solito risolvo con un cenno del capo e un sorriso; dopo tutto certi incontri son belli anche perché sai che non si ripeteranno più: con questa consapevolezza forse te li godi meglio.
    Che bello il tuo racconto, aspetto il prossimo aggiornamento, ciao!

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