{"id":1615,"date":"2013-06-21T13:40:53","date_gmt":"2013-06-21T12:40:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/?p=1615"},"modified":"2013-06-21T13:51:08","modified_gmt":"2013-06-21T12:51:08","slug":"gioie-e-dolori-a-istanbul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/2013\/06\/21\/gioie-e-dolori-a-istanbul\/","title":{"rendered":"Gioie e dolori a Istanbul"},"content":{"rendered":"<div class=\"separator\" style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1431.jpg\" target=\"_blank\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1431.jpg\" id=\"blogsy-1371819055913.8313\" class=\"aligncenter\" width=\"500\" height=\"134\" alt=\"\"><\/a><\/div>\n<p><strong>Gioved\u00ec 20 giugno 2013. In viaggio: giorno 113. In Turchia: giorno 2.<\/strong><\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both; text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1034.jpg\" target=\"_self\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1034.jpg\" id=\"blogsy-1371819055928.8264\" class=\"alignleft\" width=\"179\" height=\"250\" alt=\"\"><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Istanbul \u00e8 una citt\u00e0 bellissima. Il mare in tutte le direzioni, le colline verdi, gli edifici bianchi ed eleganti&#8230; dal punto di vista del paesaggio naturale mi ricorda le bellezze di Sydney. Ma dal punto di vista storico, non c&#39;\u00e8 confronto, ovviamente. Istanbul \u00e8 ricchissima di storia; passeggiando da un quartiere all&#39;altro sembra di muoversi a Venezia, a Roma, a Firenze, insomma, a Istanbul. E&#39; la prima volta che visito una citt\u00e0 dove le chiese sono sostituite da innumerevoli moschee, grandi edifici con cupole multiple e due alte torri puntute. Il mio albergo \u00e8 in ottima posizione, lungo <em>Istiklal Caddesi<\/em>, la via pedonale pi\u00f9 frequentata della citt\u00e0. A qualunque ora del giorno e della notte \u00e8 piena di vita, musica, gente, famiglie, giovani e vecchi, tanti colori e profumi nuovi.<\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1504.jpg\" target=\"_self\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1504.jpg\" id=\"blogsy-1371819055855.1587\" class=\"aligncenter\" width=\"300\" height=\"194\" alt=\"\"><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I disordini e le proteste delle ultime settimane, pur continuando nella vicina (circa 1km) piazza <em>Taksim<\/em>, da qui sono invisibili e fiumi di gente e turisti proseguono le loro attivit\u00e0 come nulla fosse. L&#39;autobus che collega l&#39;aeroporto al centro passa proprio da piazza <em>Taksim<\/em>, cos\u00ec dal finestrino ieri ho potuto vedere i manifestanti e i poliziotti schierati in tenuta anti-sommossa. La situazione sembrava pacifica e calma, anche se ovviamente si respirava una certa tensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovendomi dedicare alla preparazione del cammino, ho limitato le mie attivit\u00e0 da turista. Oltre alla gi\u00e0 nominata via <em>Isiklal<\/em>, ho esplorato brevemente la parte sud della citt\u00e0 (<em>Sultanahmet<\/em>) e ho fatto un giro in barca sul Bosforo. Spero di avere il tempo di visitare alcune della altre bellezze della citt\u00e0 nei giro dei prossimi due giorni.<\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both; text-align: right;\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1435.jpg\" target=\"_self\" style=\"clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1435.jpg\" id=\"blogsy-1371819055909.6262\" class=\"alignright\" width=\"300\" height=\"207\" alt=\"\"><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio obiettivo di giornata era di comprare la guida ufficiale alla Via Licia. Un libretto intitolato <em>Lycian Way<\/em>, scritto da Kate Clow. Purtroppo pare sia ormai fuori catalogo e non l&#39;ho trovato in nessuna delle librerie convenzionate. Per fortuna ho scovato l&#39;ultima copia rimasta della versione in turco, aggiornata al 2010, che include la fondamentale mappa multilingue e i profili altimetrici di ciascuna tappa. Difficilmente riuscir\u00f2 a decifrare il testo, ma spero di non averne troppo bisogno. Per sicurezza sto scaricando le tracce GPS di tutto il percorso e le mappe di OpenStreetMap, da consultare sul mio smartphone usando <a href=\"http:\/\/www.oruxmaps.com\/\">OruxMaps<\/a>. Ho letto che i segni rossi e bianchi lungo il percorso sono poco visibili e che, senza GPS, \u00e8 quasi inevitabile perdersi di continuo. Speriamo bene.<\/p>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both; text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1542.jpg\" target=\"_self\" style=\"margin-left: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1542.jpg\" id=\"blogsy-1371819055878.2087\" class=\"aligncenter\" width=\"300\" height=\"245\" alt=\"\"><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veniamo ora ai dolori di Istanbul. Pare che uno sport nazionale, particolarmente praticato in citt\u00e0, sia quello di spennare i turisti-polli. Io oggi mi sono calato nel ruolo di pollo. Due volte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo caso, piuttosto innocuo, il colpevole \u00e8 un cameriere della catena di ristoranti Konak. Ho ordinato una <em>pida<\/em>, una specie di pizza in stile turco. Visto il pollastro, il cameriere ha cominciato a raccontarmi che la pida \u00e8 una cosa piccolissima, del tutto inadeguata come piatto principale. Mi ha per\u00f2 proposto la soluzione: me ne servir\u00e0 una pi\u00f9 grande, apposta per me. Ho acconsentito e gustato con piacere la presunta pida gigante. Al momento del conto mi sono per\u00f2 accorto che, invece di 11 lire turche, la mia pida speciale ne costava 33. Ho pagato senza fiatare, anche se la cosa mi sembrava sospetta; evidentemente la pida da 11 lire dev&#39;essere minuscola&#8230; A cena ho mangiato in un altro punto della stessa catena, ordinando apposta una pida standard da 11 lire. Con una certa sorpresa ho scoperto che era esattamente delle stesse dimensioni di quella mangiata a pranzo. Sono allora tornato al ristorante incriminato, dove ho chiesto un colloquio con il gestore. Gentilissimo, ha convocato il cameriere furbastro e, anche se tutti abbiamo capito il trucco, hanno cercato di metterci una pezza inventando un sacco di scuse (grande uguale, ma il ripieno era il triplo&#8230;). Insomma, non sono riuscito a farmi rimborsare il maltolto. Poco male, ho comunque imparato una lezione, perdendo tutto sommato pochi euro (22 lire turche = 8.62 euro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto ma molto pi\u00f9 costosa invece la lezione che ho ricevuto nel pomeriggio. Me ne andavo per i fatti miei dalle parti di <em>Sultanahmet<\/em>, quando un ragazzo, vestito con una maglietta raffigurante la bandiera australiana, ha notato la mia t-shirt australiana. Mi ha fermato e abbiamo chiacchierato un po&#39;. A causa della sua maglietta, non ho sniffato nulla di sospetto. Ad un certo punto mi ha invitato qualche metro pi\u00f9 sopra, con la scusa di darmi il suo biglietto da visita, rimasto nella borsa della sua moto. La moto era parcheggiata fuori da un negozio di ceramiche tradizionali e, come mi sono avvicinato, sia il ragazzo, sia il gestore mi hanno invitato a entrare un attimo. Superata la soglia, ho subito capito che i due erano d&#39;accordo e, prima di riuscire a reagire, mi sono trovato seduto su un divanetto, con un bicchiere di the fumante in mano, circondato da gestore, ragazzo, e tre assistenti premurosissimi. Nonostante la mia premessa che non so nulla e che non me ne importa alcunch\u00e9 delle ceramiche tradizionali turche (pura realt\u00e0), abbiamo iniziato una specie di gioco teso ad individuare quale fra i piatti presenti mi piacesse di pi\u00f9. A questo punto avrei fatto meglio a forzare la situazione e andarmene, ma la lezione non era ancora arrivata e la curiosit\u00e0 ha prevalso. Ad un certo punto \u00e8 successa una cosa strana. Il gestore mi ha mostrato la pistola che tiene nascosta sotto la camicia, con la probabile intenzione di impressionarmi (o forse di minacciarmi indirettamente?). L&#39;unica cosa che ho pensato \u00e8 che sembrava finta, di plastica. Il tipo, visto che non ho avuto alcuna reazione, n\u00e9 di ammirazione, n\u00e9 tantomeno di paura, ha subito commentato che gli italiani sono tutti mafiosi, per forza non si spaventano quando vedono una pistola! Per farla breve, individuato un piatto, abbiamo cominciato a contrattare. L&#39;ho presa come un gioco, per vedere come funziona, anche se ancora non avevo alcuna intenzione di comprare il piatto, tanto pi\u00f9 che l&#39;ho scelto praticamente a casaccio. La domanda che mi continuava a fare era: &#8220;secondo te quanto vale?&#8221;. E io rispondevo, leggendo la domanda come un puro esercizio. Il significato reale per\u00f2 era pi\u00f9 impegnativo: &#8220;quanto ti impegni a pagare per questo piatto?&#8221;. Ho capito la sottile differenza troppo tardi, dopo numerose iterazioni, alcune delle quali piuttosto divertenti e patetiche, quasi una commedia. Da un prezzo iniziale di 375 euro siamo arrivati a 220, dopo quasi un&#39;ora passata sul divano del negozio a bere un the dopo l&#39;altro. Me ne volevo andare ad ogni costo e mi sono sentito costretto, almeno psicologicamente, a comprare il maledetto piatto. Una volta raggiunto l&#39;accordo, brindisi tradizionale a base di <em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rak%C4%B1\" target=\"_blank\" title=\"\">raki<\/a><\/em>, bibita alcolica locale simile all&#39;ouzo greco. Ultima sorpresa, ho pagato con la carta di credito in lire turche e il tipo, casualmente, ha sbagliato la conversione facendomi pagare una cifra equivalente a 250 euro. Me ne sono accorto appena uscito dal negozio e, alle mie proteste, si \u00e8 scusato profondamente ma, invece di restituirmi i 30 euro rubati, ha insistito pesantemente per aggiungere all&#39;acquisto un altro piatto di valore equivalente. Troppo stanco per protestare ulteriormente, ho accettato, anche se mi resta parecchio amaro in bocca. Complessivamente, una lezione pesante sul portafogli, ma comunque interessante dal punto di vista culturale. Anche se ora mi pesa essere stato pollo, credo che in un (lontano) futuro ricorder\u00f2 questa esperienza pi\u00f9 per il suo interesse culturale che per il danno subito&#8230; almeno spero.<\/p>\n<div style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1704.jpg\" target=\"_self\" style=\" \"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-1704.jpg\" id=\"blogsy-1371819055950.4634\" class=\"aligncenter\" width=\"300\" height=\"296\" alt=\"\"><\/a><p class=\"wp-caption-text\">Ecco il piatto incriminato. Interessa a qualcuno? Lo rivendo allo stesso prezzo... \ud83d\ude09<\/p><\/div>\n<div class=\"separator\" style=\"clear: both; text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-0940.jpg\" target=\"_self\" style=\"clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.miczanin.it\/apiedi\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/wpid-Photo-20giu2013-0940.jpg\" id=\"blogsy-1371819055953.1365\" class=\"alignleft\" width=\"150\" height=\"206\" alt=\"\"><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo con una nota positiva. Ho trovato il miglior barbiere di sempre. In Turchia ce ne sono tantissimi e lavorano in continuo, spesso facendo la barba ai clienti. Mano sicura e rapidissima, trattamento finale con crema verde (vedi foto), e gran fiammata d&#39;accendino per bruciare i peli delle orecchie, wow! Il tutto per 4 euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Aggiornamento 21 giugno 2013.<\/strong> Ho letto le recensioni <a href=\"http:\/\/www.tripadvisor.it\/Restaurant_Review-g293974-d807284-Reviews-Konak-Istanbul.html\">TripAdvisor<\/a> relative ai ristoranti Konak. Pare che quanto mi \u00e8 successo sia assolutamente la norma: camerieri e gestori furbi che cercano di fare fessi gli stranieri. Leggendo le recensioni degli altri italiani truffati, credo di potermi ritenere fortunato. Evitate Konak come la peste!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 20 giugno 2013. In viaggio: giorno 113. In Turchia: giorno 2. Istanbul \u00e8 una citt\u00e0 bellissima. 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