Via Licia, terza tappa


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Mercoledì 26 giugno 2013. In viaggio: giorno 119. In Turchia: giorno 8. A piedi: giorno 36.

Via Licia: giorno 3. Da Gey a Gavurağılı, 18km.

A febbraio, prima di partire, elencavo gli obiettivi che mi ero prefisso per la tappa in Turchia:

Il programma è di … spostarmi poi al punto d'inizio della Via Licia, con l'intenzione di percorrerne a piedi almeno i primi 100km.

In teoria, avrei tempo a sufficienza per camminare tutta la Via Licia, ma ho come l'impressione che dovrò limitarmi al piano iniziale. Da quando sono in Turchia, il tempo è sempre stato perfetto; neanche una nuvola, cielo blu, sole che picchia. Mentre i primi giorni la temperatura era piacevolmente fresca, ora ogni giorno trovo qualche grado in più. Questa mattina alle 8 c'erano già 33°C; alle 11 secondo me si sfioravano i 40°C. Finché il cammino è nel bosco o comunque presenta zone ombreggiate, posso continuare a muovermi senza troppi problemi, ma una caratteristica ricorrente della Via Licia è quella dei tratti che definirei “infernali“.

A termine del tratto infernale, qualche pianta e un po' di ombra, finalmente.

Sentiero ripido, da capre, richiesta concentrazione massima per trovare i segnavia bianco-rossi, spesso poco o per nulla visibili finché non li si calpesta. Vegetazione limitata a pochi cespugli, nessuna ombra. Sia ieri, sia oggi, ho incontrato lunghi tratti infernali. Ad esempio, oggi dalle 11 alle 12:30, senza tregua alcuna, da Belceğiz a Gavurağılı (7km, 800m di dislivello in discesa). Se la temperatura dovesse alzarsi ancora, temo che potrebbe diventare pericoloso avventurarsi in solitaria per ore lungo tratti simili senza protezione alcuna dal sole. Al momento, credo che le uniche finestre temporali sufficientemente fresche per affrontare tratti infernali siano dalle 5:30 alle 7, e dalle 19:30 in poi.

Che fare, quindi? Boh, improvviserò. Intanto domani ho una tappa in larga parte pianeggiante, quindi procederò secondo tabella, poi si vedrà. In generale, credo mi prenderò alcuni giorni di pausa e riposo ogni volta che mi imbatterò in posti particolarmente belli. Certo, se dovesse rinfrescare, confermo Via Licia integrale.

Terza tappa

Ieri a Gey ho dormito qui, all'aperto, sul tetto di un mini-market.

Da Gey a Bel il sentiero attraversa pascoli e terrazzamenti che potrebbero essere molto rilassanti. Peccato che i segnavia siano proprio bastardi. Mille volte mi sono trovato in una selva di sentierini senza riuscire a capire quale fosse quello giusto. L'unica è di provarli tutti finché non si ritrova il famigliare segno bianco-rosso da qualche parte. Sembra quasi che i tracciatori abbiano fatto apposta: il segnavia successivo è spesso appena mezzo metro oltre il limite della visibilità dal precedente, costringendo il camminatore a tediosi avanti-indietro. Questo tratto, pur bellissimo, sarebbe da classificare come infernale, ma fortunatamente l'ho affrontato di prima mattina, quando il sole era ancora nascosto dietro la montagna.

Molto più tranquillo dal punto di vista della navigazione il tratto fino a Belceğiz, villaggio di due case, apparentemente disabitato (o quasi). Querce e ulivi, antichi terrazzamenti, qualche capra, ambiente ideale per una pausa e per la mia dose di marzapane, prima dell'ultimo tratto infernale della giornata, la lunga e tosta discesa verso Gavurağılı.

Al mio arrivo in paese, noto una casa bellissima con giardino, ulivi, prato verde ben curato. La padrona di casa, una ragazza giovane giovane ma già sposata con figli, mi aspetta sulla soglia e con un sorrisone mi invita per un çay (the turco). Scopro così che stanno trasformando la parte più nuova della casa in pensione per camminatori e che, per 20 euro, posso avere stanza, pranzo, cena e colazione. Accetto all'istante e devo dire che ho fatto bene. Miglior cibo trovato in Turchia, finora.

Oggi mi sono fermato qui.

Verso sera, passeggiata fino alla spiaggia, che posso godere in esclusiva, unico turista. Nonostante l'ora tarda e l'assenza dello zaino, una sudata infinita, segno che anche alle 18:30 le temperature non scherzano per nulla in Turchia.

 

2 thoughts on “Via Licia, terza tappa

  1. Temo di conoscere bene il tipo di caldazza in cui ti sei andato a infilare: la tipica canicola mediterranea, quella che ci costringe a fermare qualsiasi attività durante le ore centrali della giornata.
    Non sottovalutare l’ipotesi poco remota di buscarti un colpo di sole o un colpo di calore, sono entrambi tremendi, trust me! 😉

    • Grazie Romina. Effettivamente ho scelto di auto-limitarmi alle ore più fresche della giornata e di accorciare quindi in modo deciso il percorso. C’è da dire che da ieri qui tira un bel vento fresco, ma non credo possa durare a lungo.

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