Zolfo, fanghi e geyser

Venerdì 26 aprile 2013. In viaggio: giorno 57. In Nuova Zelanda: giorno 3.

Oggi sono arrivato a Rotorua, uno dei luoghi in assoluto più famosi della Nuova Zelanda.

Purtroppo ho passato la mattina a girare per i centri commerciali. Ora ho una sim neozelandese, ho gli adattatori per ricaricare i miei gadget mentre guido, ho cibo a sufficienza per alcuni giorni, e ho anche un kit per rasarmi… purtroppo il mio piano di farmi rasare da un barbiere in ogni paese che tocco deve saltare. Qui i barbieri tagliano solo i capelli o, al massimo, regolano la barba. L'antica arte, l'antico rito… dimenticato. Lo stesso vale anche per l'Australia, ma a Melbourne Dino mi ha consigliato un barbiere di origine italiana (Tony, abruzzese, emigrato diciottenne ormai 40 anni fa) che ancora oggi è capace di fare la barba come si deve.

Le attrazioni locali prevedono tutta una serie di attività adrenaliniche: balzi dall'elicottero legati ad un elastico, sky diving, ZORB, varianti del bungee jumping (arrivo in acqua, in coppia, carpiato, ecc.)… Per fortuna esistono anche attrazioni legate direttamente alle bellezze naturali di Rotorua, come ad esempio la foresta con centinaia di specie di alberi diverse, piantata a metà '800 per scoprire quali fossero le più adatte al clima locale per la produzione di legname pregiato.

Io ho scelto di esplorare il lato più famoso di Rotorua: le manifestazioni dell'intensa (e puzzolente) attività geotermica della zona. L'odore di zolfo domina l'intera regione e il sito principale da visitare è Te Puia, detto anche Te Whakarewarewatangaoteopetauaawahiao (bel nome, facile da pronunciare!). Si tratta di una valle che ospita il più grande e attivo geyser dell'emisfero sud (Pohutu Geyser), numerose piscine naturali di acqua bollente, varie distese di fango caldo (90°C) saltellante, emissioni furiose di vapori sulfurei ovunque. Insomma, un bell'inferno.

Pohutu Geyser

Non avevo mai visto un geyser prima e l'ho trovato uno spettacolo affascinante. Se ho ben capito, il Pohutu Geyser dorme 45 minuti, poi si sveglia gettando acqua bollente fino a 15 metri d'altezza. Resta attivo per anche un'ora e mezza, diminuendo progressivamente la forza del getto, poi si addormenta e ricomincia da capo. Pare sia il geyser con la fase attiva (90 minuti) più lunga del mondo.

Tutta la valle comunque è viva da far paura: i vapori di zolfo escono da ogni sasso. Tutte le rocce, la strada, i sassi, i pavimenti, scottano al punto da non riuscire a sedersi se non per pochi secondi. Sono rimasto ipnotizzato dalle vasche di fango ribollente; mi hanno fatto riflettere sulle condizioni del nostro pianeta miliardi di anni fa quando la vita ha fatto la sua comparsa.

Una volta completata la visita, non sapevo che fare. Fermarmi a Rotorua un altro giorno o proseguire? E per dove? Alla fine ho deciso di muovermi in direzione sud, approssimativamente verso il lago più grande della Nuova Zelanda, il Lake Taupo. Per la notte mi sono fermato a metà strada, in un campeggio gratuito a Mangakino, sulle sponde del piccolo lago Maraetai. Mi piace la libertà garantita dal campervan. Mi piace la sensazione di essere nel mio nido, poter mangiare cose sane, fare le mie attività con calma, indipendentemente da dove mi trovi e dal tempo atmosferico.

Sveglia sulle sponde del lago Maraetai.

 

4 thoughts on “Zolfo, fanghi e geyser

  1. Se “Te Whakarewarewatangaoteopetauaawahiao” è un nome proprio, chissà cos’altro i Maori son capaci di elaborare per confezionare un bell’insulto pesante! 😀

    attento tu a non far versi strani (tipo le nostrane onomatopee) che chissà in lingua locale che significano … non vorrei ti arrestassero per oltraggio e/o reati contro la pubblica morale neozelandese

    Bei posti *sigh*

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