Crisi, crisi nera, da Chamje a Bagarchhap


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Mercoledì 6 marzo. Viaggio: giorno 6. In Nepal: giorno 5. A piedi: giorno 2.

Annapurna Circuit: giorno 2. Da Chamje (o Chyamche) (1420m) a Bagarchhap (2160m).

E arrivata con un giorno di anticipo, la maledetta crisi del terzo giorno. In realtà non è esattamente colpa mia, ieri sera devo aver mangiato qualcosa di contaminato e ne pago le conseguenze.

Probabilmente si tratta del vino locale Roksie che i gestori mi hanno gentilmente offerto nel dopo cena. Orzo fermentato, servito caldo e con chicchi di riso tostati come guarnizione. Verso mezzanotte ho cominciato a contorcermi nel letto, con rombi sospetti e fitte continue. Alle tre e mezza mi sono arreso e ho passato mezzora in bagno, producendo liquidi molto sospetti in grande quantità. Una volta svuotato tutto quello che c'era da svuotare, fortunatamente le scariche sono terminate, anche se i dolorini mi hanno impedito di dormire. Una simpatica notte, non c'è che dire.

Il peggio è però arrivato di mattina. Nauseato al pensiero di mangiare, ho bellamente saltato la colazione e mi sono incamminato insieme a Suraj su per un bel salitone, con passo incerto e movimenti al rallentatore. La mancanza di energie si è fatta sentire ferocemente e a un certo punto praticamente non riuscivo più a stare in piedi. Fortunatamente la situazione d'emergenze mi ha dato l'impulso giusto per ricominciare a mangiare qualcosa: incredibile cosa possano fare 3 biscotti e 2 succhi di frutta. Dieci minuti dopo sono ripartito rinfrancato e con nuove energie, durate fino all'ora di pranzo.

Arrivati a destinazione verso le 3 del pomeriggio, ho dovuto pagare però lo scotto degli sforzi. Ho infatti dormito fino a ora di cena, cullato dal sacco a pelo caldissimo e da brividi di febbre che spero mi portino a guarire già entro domattina.

Per quel che riguarda il percorso, abbiamo evitato la strada per lunghi tratti, con bellissimi passaggi fra le rocce e numerosi ponti sospesi sul fiume sempre più impetuoso e vicino.

Ora provo a mangiare un'improbabile pizza nepalese (so che non dovrei, ma la curiosità è tanta), e poi a nanna, sperando di non ripetere l'esperienza della notte scorsa.

 

3 thoughts on “Crisi, crisi nera, da Chamje a Bagarchhap

  1. Ciao Michele,
    non so se vedi anche i commenti, ma sarebbe importante che tu ti procurassi dei fermenti lattici, se non li hai con te, o almeno dello yogurt…se esiste in Nepal che ti ripristinerebbero la flora batterica intestinale (importanti da assumere se per caso dovessi prendere l’antibiotico)…purtroppo ho visto quando ormai eri partito la tua risposta al mio precedente commento, se no te li avrei consigliati… la febbre come va? Se supera i 38 prendi pure la tachipirina…in bocca al lupo!

  2. Caro Michele sono contento di rileggerti anche se un pò provato. Effettivamente non è una passeggiata. Ciao e complimenti.

  3. Quest’estate io e i miei amici ci siamo beccati il ca*otto in una tranquilla vacanza in Val di Sole, quindi direi che in Nepal è il minimo che ti possa capitare! 😛 Scherzi a parte, spero che il tuo cammino prosegua senza troppi intoppi.

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